giovedì 14 dicembre 2017

Recensione "La battaglia delle tre corone" di Kendare Blake

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un fantasy che mi è piaciuto molto. Si tratta de "La battaglia delle tre corone", di Kendare Blake, edito da Newton Compton.
Buona lettura!


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Da che se ne ha memoria, sull'isola di Fennbirn ogni generazione è stata scandita dalla nascita di tre gemelle: tre regine, tutte ugualmente degne nella successione ereditaria della corona e tutte in grado di padroneggiare la magia. Mirabella è una fiera elementalista, sfacciata come i suoi incantesimi: governa il fuoco, i flutti e i fulmini con il solo schioccare delle dita. Katharine è sottile e insinuante come il suo potere: la sua simbiosi con i veleni è tale che può ingerire anche la più letale delle sostanze tossiche senza che le accada nulla. Arsinoe, invece, ha sviluppato una perfetta comunione con la natura: può far sbocciare le rose più incantevoli o ammansire i leoni con il suono gentile della sua voce. Ma per diventare regina non basta il diritto di nascita: dovranno combattere duramente l'una con l'altra, per ottenere la corona, perché non si tratta di un gioco in cui si vince o si perde... In ballo c'è la vita. Ecco, questa è la notte in cui le gemelle compiono sedici anni: la battaglia ha inizio.


Kendare Blake ha creato un mondo straordinario e tragico al tempo stesso. 
Tre sorelle, con doti differenti, sono destinate a sfidarsi e ad uccidersi per il trono di Fennbirn. A quanto pare, non c'è nessuna possibilità di salvezza e la lotta si preannuncia difficile e straziante. Per la prima parte del libro, conosciamo meglio le sorelle e i loro poteri. Mi sono piaciute tutte e tre e ho apprezzato il confronto, al momento non faccio il tifo per nessuno in particolare, ma ho una leggera preferenza per Katharine, l'avvelenatrice.
Arsinoe è la regina che è rimasta più nell'ombra, spero di conoscerla meglio nel prossimo libro. Mirabella è stata, invece, una protagonista ambigua che non ho saputo classificare bene. Diciamo che ognuna di loro rappresenta a livello caratteriale il potere di cui dispone.

Tre streghe oscure sono nate in una valle,
Tre piccole gemelle
Che mai saranno compagne.

Tre streghe oscure, tutte di gentile aspetto,
Due da divorare
E una sola da incoronare.

La cosa che mi ha lasciata più interdetta, è il fatto che si arrivi al punto cruciale e interessante solo alla fine del libro. Non vedevo l'ora di entrare nel vivo della battaglia e, invece, mi toccherà aspettare il prossimo libro con una curiosità spasmodica.
Questo romanzo è da considerarsi un preludio di ciò che sarà, ed è un preludio molto promettente. L'autrice ha una mente geniale e mi ha incatenata alle pagine con una storia fatta di leggende, battaglie e misteri. La prosa è scorrevolissima, vi ritroverete all'epilogo in un attimo.
Spero di leggere presto il prossimo capitolo e, nell'attesa, vi consiglio di recuperare questa lettura!
Promosso!


mercoledì 13 dicembre 2017

Recensione "Buonanotte a chi non c'è" di Angela White

Buongiorno lettori,
torno a parlarvi di romance con il libro di Angela White, "Buonanotte a chi non c'è".
Un romanzo in cui amore e musica si mescolano insieme fino a creare una melodia dolcissima da leggere e... ascoltare.
Buona lettura!


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Nicholas Payne è uno dei più grandi violinisti di sempre quando, all’apice del successo, qualcosa nella sua vita va storto. Le sue grandi ali d’angelo, tatuate sulla schiena, sembrano non riuscire a sostenerlo nel suo volo. A ventisei anni, Nicholas decide quindi di cambiare vita, suonando Rumpelstiltskin, il suo Stradivari, per le strade di Londra.
Ed è nella capitale inglese che Alice lo ritrova, attratta da un’incantevole melodia alla fermata della metro. È proprio lui: il ragazzo che anni prima aveva conosciuto a New York, in occasione delle seconde nozze dei rispettivi genitori e del quale si era innamorata in maniera tanto maldestra quanto indimenticabile.
Alice, che ora è diventata una chineur, un’esperta collezionista di oggetti di valore, sa riconoscere le virtù nascoste nelle persone, soprattutto in quel giovane bellissimo e dannato per il quale il suo cuore batte ancora.
Chissà se la sua tenacia basterà a risollevare l’angelo caduto, affinché torni a volare in alto sulle note del suo Rumpelstiltskin...


Sei un gran bastardo, Nicky!
Non ami nessuno e non ti importa di niente.
Come riesci a suonare così?
Hai le mani di un angelo, ma il cuore di un demonio.

Questa storia mi ha incantata oltre ogni aspettativa, non so se sia stato per la musica o per la vicenda ma l'ho letto tutto d'un fiato incuriosita da Nicholas Payne, un personaggio straordinario.
Il ragazzo racchiude in sé un'infinità di sfumature che sono, spesso, difficili da decifrare. Quello che sappiamo di lui è che è dotato di un talento fuori dal comune e che il suo Stradivari è parte integrante del suo essere, un po' come le ali nere come la pece che ha tatuate dietro la schiena. Dire che sia un personaggio affascinante sarebbe riduttivo e non gli renderebbe giustizia, ma vi sfido a leggere il libro e a non innamorarvi di lui. Comprendo perfettamente il tormento di Alice, una ragazza 'normale' che si porta dietro un bel carico di delusioni ma anche un'ottima capacità di analisi delle persone e dei comportamenti, soprattutto quelli più improbabili. E' abituata a soffermarsi su dettagli che sfuggono ai più e Nicholas è spaventosamente pieno di dettagli da scoprire.

Nicholas non si limita a suonare il suo Stradivari: lo fa cantare,
ridere, gemere, graffiare e ribellarsi.
La sua passione cresce e prende forza, bisbiglia invitante un gioco pericoloso.
Io ascolto, lo guardo e mi sento in catene.

La prosa dell'autrice mi è sempre piaciuta molto ma, finora, avevo letto soltanto i suoi romance storici e, pertanto, ero molto curiosa di vederla alle prese con un contesto più attuale e reale. Devo dire che ho ritrovato tutte le caratteristiche che avevo già avuto modo di apprezzare: l'eleganza nello stile, un'ottima capacità narrativa e descrittiva, la bravura nel raccontare i sentimenti senza scadere nel melenso ma, allo stesso tempo, senza essere troppo distaccata. Ho apprezzato molto il libro e l'originalità della trama, elemento non scontato quando si tratta di romance.
Vi consiglio di farvi un regalo di Natale e di lasciarvi incantare dalla musica del cuore.



martedì 12 dicembre 2017

Recensione "New York 2140" di Kim Stanley Robinson

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un romanzo di Kim Stanley Robinson edito da Fanucci.
Si tratta di "New York 2140", un libro di cui mi avete chiesto in molti perciò bando alle ciance e buona lettura!


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Il livello delle acque del mare si è alzato, sommergendo improvvisamente l’intera città di New York. Ogni strada si è trasformata in un canale, ogni grattacielo in un’isola a sé stante. Ma per i residenti di un edificio di Madison Square, la New York del 2140 è ben lontana dall’essere una metropoli isolata e perduta, e tutto sembra procedere esattamente come prima del disastro climatico. Il commerciante riesce a trovare occasioni dove tutti gli altri vedono solo problemi; per il detective il lavoro sembra non mancare mai; la star di internet continua ad ammaliare milioni di persone con le sue avventure su un dirigibile; e, infine, l’amministratrice di un grattacielo continua a essere rispettata per la sua frenesia di controllo e la cura maniacale dei dettagli. Ma la minaccia adesso sta giungendo dall’alto, dai programmatori, residenti temporanei sui tetti, la cui scomparsa darà avvio a una catena di eventi che influenzeranno per sempre l’esistenza dei newyorkesi e metteranno in pericolo le fondamenta della città stessa. Una visione distopica e audace di una New York postapocalittica che affronta le devastanti conseguenze del riscaldamento globale. Un’umanità che ha perso tanto, ma non la speranza.

Il libro ha tutte le caratteristiche per attrarre, sconvolgere e coinvolgere il lettore ma l'enorme quantità di pagine e la scarsa capacità descrittiva/narrativa dell'autore, fa sì che il tutto si perda nella mole di informazioni, inutili e noiose per lo più, che ci vengono sciorinate senza un minimo di logica.
Ci sono tantissimi personaggi, nessuno degno di nota o con uno spessore tale da lasciare qualcosa una volta finito il libro, la divisione dei capitoli è confusionaria e non aiuta a seguire una trama scarna che viene sviscerata troppo. Penso che se l'intera vicenda, perlomeno le parti fondamentali, fossero state racchiuse nella metà esatta di pagine la musica sarebbe decisamente cambiata.
Mi piaceva tantissimo l'idea di una città quasi sommersa, la voglia di puntare il dito contro un fenomeno che si prende, spesso, sottogamba come lo scioglimento dei ghiacci e l'innalzamento delle acque, ma in questo libro è tutto tanto, troppo dispersivo. 
L'ho terminato con molta difficoltà e mi ha lasciato tanto amaro in bocca per il tempo perso, ho sperato fino all'ultimo in un cambiamento di rotta, in una sospirata dinamicità e azione che, purtroppo, non ho riscontrato. Non mi piace demolire i libri e, di rado, trovo letture spiacevoli ma, per me, "New York 2140" è un flop senza possibilità di appello. 
Come vi dicevo sopra,  ci sono elementi e contenuti validissimi che non sono stati per nulla valorizzati e che, anzi, si disperdono nell'etere. 
A malincuore, non mi sento di consigliarlo soprattutto dato il costo elevato del libro.





lunedì 11 dicembre 2017

[Review Tour + Giveaway] "Non c'è gusto senza te" di Edy Tassi e Gloria Brolatti

Buongiorno lettori,
in occasione dell'anniversario dell'uscita del romanzo "Non c'è gusto senza te", è stato organizzato un ricchissimo review tour dedicato al libro e un bellissimo giveaway che aspetta solo voi.
Buona lettura!


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Cos'hanno in comune una pasta alla Norma destrutturata e delle frittelle di zucchine? Un'ostia di polpo e un biscotto al cioccolato? 
Niente. 
Proprio come lo chef Massimiliano Vialardi e la foodblogger Caterina Malena. 
Lui propone una cucina dal forte impatto estetico, estremamente raffinata e algida. Lei dispensa ricette e consigli ereditati dalla nonna pugliese, pensati per donne che non hanno tempo di trascorrere mezza giornata in cucina "per rendere sferico il fumetto di pesce".

Eppure Caterina e Massimiliano dovranno imparare a collaborare per realizzare un progetto top secret, che potrebbe rappresentare la soluzione ai loro problemi. Caterina, infatti, ha perso il lavoro, ma la sua famiglia non lo sa e non lo deve sapere. Massimiliano, invece, ha bisogno di nuovi locali perché la madre ha deciso di trasformare il suo ristorante in una galleria d'arte temporanea. 
Così, anche se è l'ultima cosa che vorrebbero fare, i due si ritrovano a cucinare insieme, chiusi in una villa dove andare d'accordo sembra impossibile. 
Tra Milano, Cisternino di Brindisi e l'Oltrepo Pavese; tra programmi televisivi, battibecchi, tradimenti e impreviste riappacificazioni, la schermaglia, nata dosando ingredienti e sguardi davanti alle telecamere, si trasforma fra le mura della villa in una storia che cuoce a fuoco lento, profuma di cacao, ha un lato dolce tutto da scoprire... e lascia in bocca il gusto persistente dell'amore.


Ho accettato con molto piacere di partecipare a questo tour perché, da tempo, volevo recuperare la lettura del romanzo. Sono rimasta piacevolmente stupita dal libro e dalla bravura di queste due autrici. "Non c'è gusto senza te", è un romanzo che contiene di tutto un po' , soprattutto a livello di sentimenti. I due protagonisti vi strapperanno tante, tantissime risate nei loro battibecchi continui e nelle loro sfide culinarie all'ultimo piatto. Caterina rappresenta la normalità, una donna che ama cucinare e che tenta di sbarcare il lunario con questa passione mentre Massimiliano rappresenta l'utopia, come uomo e come professionista. E' stato bello vedere due caratteri così diversi, così come i modi di cucinare, a confronto. Mi sono piaciuti entrambi per aspetti differenti, sono due personaggi molto attuali e reali. Le due autrici li hanno caratterizzati alla perfezione inserendoli in due contesti ben definiti e descrivendo le loro personalità a tutto tondo, anche a livello personale e privato.
Una coppia 'deliziosa' con i coltelli sempre affilati, senza dubbio.
Inutile dire che ho amato e apprezzato l'idea e l'importanza del blog di cucina, ho preso nota di svariate, golosissime ricette e non vedo l'ora di replicarle!

Sono convinta che per cucinare cose buone l'importante 
sia volerlo (come all'altare , quando di dice: Sìììì, lo voglio!). 
E non fa niente se si tratta di una pasta in bianco o 
di una torta multistrato a due coperture.
Basta chiedersi: vuoi tu che questo piatto venga buono? Sì, lo voglio!
E buono verrà, fidatevi!

Nonostante si tratti di un romanzo scritto a quattro mani, lo stile è omogeneo e coinvolgente.
La prosa è ricca di un'ironia molto sottile che mi ha divertita tantissimo. Il romanzo non presenta momenti statici e, allo stesso tempo, dedica la giusta attenzione ad ogni situazione. E' molto piacevole da leggere e da scoprire. Anche l'epilogo, sebbene prevedibile, ha quel pizzico di originalità che non guasta mai in un romance. Amore e passione si intrecciano più volte, e non solo in cucina.
E' una storia da leggere, o meglio, da gustare.
La consiglio, magari davanti ad un bel piatto di pasta alla norma e un calice di vino!




Il romanzo vi ispira ma non siete ancora convinte?
Passate a leggere le recensioni delle mie colleghe e lasciatevi conquistare da "Non c'è gusto senza te"!








Prossime tappe ↴

13/12 Harem's Book
15/12 Bookspedia

Passiamo ora ai regalini per voi. 
Le autrici hanno messo in palio un buono Amazon del valore di 10 euro più una bellissima tazza del libro. Cosa dovete fare per partecipare? Lasciare una recensione del libro su uno store digitale e compilare il form sottostante!
Buona fortuna 🍀

a Rafflecopter giveaway

venerdì 8 dicembre 2017

[Release Party] "Blood of the Prophet" di Kat Ross

Buongiorno cuori librosi,
oggi vi parlo dell'attesissimo ritorno di Kat Ross con il secondo romanzo della serie de "Il quarto elemento". Se avete perso la lettura di "The Midnight Sea", trovate la mia recensione QUI .
Buona lettura!


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Visionario. Alchimista. Salvatore. Santo.
Il Profeta Zarathustra è stato chiamato in molti modi. Ora trascorre il suo tempo disegnando capre dall’aspetto bizzarro. Ecco cosa succede quando ci si ritrova in una cella per duecento anni. Ma l’uomo che potrebbe essere impazzito, e che decisamente dovrebbe essere morto, è di colpo tornato a essere molto importante…
Sono passate soltanto poche settimane da quando Nazafareen è fuggita dai sotterranei del Re con il suo daeva, Darius. Sperava di non dover mettere più piede all’interno dell’impero, ma la ricerca del Profeta l’ha condotta nell’antica città di Karnopolis. Devono trovarlo prima che Alexander di Macedonia bruci Persepolae, e con essa la madre di Darius. Ma non sono i soli a cercarlo.
Il negromante Balthazar ha i suoi piani per il Profeta, così come il capo delle spie dei Numeratori. Mentre Nazafareen viene attirata in un gioco pericoloso, i suoi nuovi poteri prendono una brutta piega. Soltanto il Profeta comprende il segreto del suo dono, ma il prezzo di quella conoscenza potrebbe rivelarsi più di quanto Nazafareen sia disposta a pagare.

Lo avevo baciato soltanto una volta ma avrei voluto farlo di nuovo. Disperatamente. Eppure le barriere tra di noi erano tornate al loro posto.
Aspettavo con ansia di sapere i risvolti e l'evoluzione della storia di Nazafareen e il suo daeva, Darius. In questo nuovo capitolo, la Ross approfondisce alcuni lati caratteriali di entrambi, permettendo al lettore di conoscerli ancora meglio. Nazafareen appare più forte e padrona del suo destino, pur portandosi dietro un carico di responsabilità non indifferente. Mi piace tantissimo come personaggio e come donna. Il legame con Darius si è fatto più intenso e più profondo, l'alchimia tra loro funziona e rende la lettura molto coinvolgente. La guest star del libro, Zarathustra, si è dimostrato un buon personaggio, eclettico e complesso. Anche la figura di Balthazar è affascinante ma non sono riuscita a farmi un'idea chiara su di lui.
Ucciderò chiunque e qualunque cosa ti si avvicini , Nazafareen. (...) Non userò il potere a meno che non sia strettamente necessario, soltanto perché non voglio mettere in allerta gli altri daeva, ma sai che posso devastare questo posto. (...) Non ho paura dei Numeratori né dei magi. Loro dovrebbero avere paura di me.

Darius esprime forza e potenza da ogni poro. Non nascondo di continuare a coltivare un amore segreto nei suoi confronti, è impossibile non amarlo o non amare il suo modo di proteggere Nazafareen. Ognuna di noi meriterebbe un daeva come Darius!
La bravura di Kat Ross si dimostra in più fattori, primo fra tutti, la capacità di miscelare perfettamente le migliori leggende e i miti, con elementi più romanzati e innovativi. La prosa con la quale descrive e racconta la storia, è ricca di dettagli, nomi e figure degne dei migliori fantasy. Lo stile è chiaro e facile da seguire, è un piacere perdersi tra le pagine del libro. Temevo l'epilogo e, devo ammettere, che avrei preferito un finale diverso ma non dispero perché non si tratta di una fine definitiva. Dopo aver letto, "Blood of the Prophet", sono sempre più convinta della validità di questa serie fantasy, Kat Ross è un'autrice che non delude e la sua saga ci riserverà ancora tante emozioni. In attesa dell'ultimo capitolo, vi consiglio di recuperare la serie. Se amate il fantasy, vi conquisterà!